Leader si nasce o ci si diventa? E cosa vuol dire essere un buon leader oggi, nella società occidentale? Una definizione chiara ed esaustiva della leadership sembra non esistere, questo perché spesso si tratta di un processo, di un percorso educativo che l’individuo intraprende nell’arco della vita. Certo è che ci possono essere delle propensioni comportamentali e caratteriali in un individuo tali da renderlo più (o meno) idoneo ad assumere il ruolo di leader, si tratta di motivazione dunque? E’ importante considerare che fin dall’antichità, nelle parole del filosofo Confucio, si rintracciava il leader in colui che esercitando il potere offrisse anche il buon esempio, definisse una morale, un’etica come sosteneva poi Aristotele e saggezza.

Cos’è la leadership?

Lo psicologo sociale Kurt Lewin fu il primo, durante la Seconda Guerra Mondiale, a tracciare i confini della cosiddetta leadership. Le sue teorie comportamentali si basano su due presupposti: che leader non si nasce, ma si diventa, imparando e osservando quali abilità acquisire; e che ci sia bisogno di un vuoto di potere perché un leader si affermi in una comunità. Secondo Lewin sarebbe possibile definire 3 tipologie di leader: uno autocratico (dittatoriale) che impone le sue decisioni senza dare ascolto agli altri; uno delegante che lascia operare senza interferire; e infine uno democratico che lascia aperto il dialogo e il confronto con gli altri membri. Sicuramente la leadership muta al mutare dei tempi e delle società, ma è possibile tracciare alcuni aspetti che si trovano comunemente in chi viene considerato un buon leader. Vediamo quali!

Cosa definisce un buon leader?

Oggi, un leader può assumere diverse forme, ma ciò che rimane nella sostanza è la capacità di suscitare entusiasmo e infondere fiducia, di ispirare chi gli sta intorno fino a responsabilizzarlo. In ugual misura, la capacità di non perdere il controllo e di ascoltare sono estremamente importanti in un buon leader, così come avere una buona lungimiranza nelle valutazioni delle conseguenze di ogni azione. Si tratta della cosiddetta intelligenza emotiva, caratteristica principe per ogni buon leader. A questa va aggiunto un altro ingrediente essenziale: la curiosità!

Quindi ricapitolando, per essere un buon leader bisogna avere:

  • Consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità
  • Affidabilità e credibilità per ottenere stima e fiducia
  • Intelligenza emotiva che porti a capire e comunicare con gli altri
  • Morale e dunque una coerenza nel mettere in pratica regole e processi
  • Senso dell’iniziativa, ossia capacità di agire al momento e nel modo giusto

5 esempi di leader buoni

John D. Rockefeller – Da una semplice raffineria ha trasformato la sua azienda in una corporation attraverso l’acquisizione di altre società. Secondo la storia, uno dei segreti del suo successo è stata la capacità di condividere la visione con tutti i livelli della sua compagnia, considerando ogni collaboratore degno di fiducia e responsabile nel realizzare quella visione. Vi ricorda qualcuno?

Steve Jobs – Emblema della società contemporanea, da un garage al monopolio della tecnologia occidentale. Jobs aveva una visione chiara e la capacità di ispirare fiducia: è riuscito a fare in modo che tutti abbracciassero la sua visione, quasi come una missione. Inoltre, le sue competenze in diversi settori, tra cui il design e il marketing, hanno fatto sì che i dipendenti credessero in lui e si fidassero del suo modo di lavorare e gestire l’azienda.

Mahatma Gandhi – Tutt’altro mondo, settore e visione, ma di nuovo un grande leader, potente e visionario. Talmente potente da aver convinto praticamente tutta la popolazione indiana a marciare contro il sistema britannico. Ispirazione, fonte di un nuovo rispetto per l’individuo e della disobbedienza civile non violenta, è stato un leader politico, sociale e filosofico senza pari. Un leader di trasformazione che ha spinto i suoi seguaci a migliorarsi e a ritrovare la speranza.

Oprah Winfrey – Parlando a un’America (e non solo) sfaccettata e infinita, la presentatrice e imprenditrice in una recente intervista ha dichiarato di essere convinta di non aver raggiunto la sua posizione solo grazie al talento, ma anche grazie a due doti da leader: la pazienza e la perseveranza. E’ un esempio femminile eccezionale di amore verso se stessi e il prossimo e di forza d’animo da imitare.

Greta Thunberg – La giovanissima attivista è un esempio di coraggio e leadership che ha minato alcuni dei preconcetti innescati proprio a riguardo di quest’ultima. Sicuramente la sua capacità di essere carismatica le dà credibilità, influenza e potere, e aiuta a convincere gli altri a credere nel suo messaggio. E’ un’enorme fonte d’ispirazione per una giovane generazione, ma anche per chiunque voglia avere un impatto, lottare per una buona causa e vivere in un mondo migliore. D’altronde…chi non voleva cambiare il mondo a 16 anni?