I bisogni, le ragioni, così come i desideri legati al nostro comportamento umano possono più spesso essere raggruppate sotto il termine motivazione, ossia la base di tutte le scelte (e non scelte) compiute da ogni singolo individuo. Noi siamo composti da un insieme di diversi elementi, tendenze, credenze ed idee (la nostra personalità) ed è proprio all’interno di questo insieme che la motivazione risulta centrale perché è la spinta che attiva e spinge l’individuo all’azione e che lo porta ad adoperarsi per cercare sempre situazioni d’equilibrio. La cosiddetta “spinta motivazionale” infatti si innesca quando l’individuo avverte un bisogno ovvero uno squilibrio tra una situazione attuale e una situazione desiderata, dall’avere sete e alzarsi per prendere un bicchiere d’acqua al voler cambiare lavoro.

Andiamo con ordine per scoprire cos’è la motivazione, come gestirla e come mantenerla.

Cos’è la motivazione?

Un insieme di processi che determinano un dato comportamento. In altre parole, un’attività interiore che si trasforma in azione esteriore. Può essere cosciente o incosciente, semplice o complessa, transitoria o permanente, primaria (di natura fisiologica) o secondaria (di natura personale e sociale). Attenzione a non confondere la motivazione con l’emozione! La prima è il motivo, o l’insieme dei motivi, che portano un individuo ad impegnarsi in una particolare situazione, quindi è strettamente legata al legame stimolo-risposta (teoria behavioristica), mentre la seconda si riflette sul risultato.

La motivazione in psicologia

Il contributo più importante sul tema della motivazione in ambito psicologico è dato dall’opera di Maslow (1954), secondo cui l’uomo è considerato come una totalità dinamica e integrata, per cui un bisogno si riverbera sull’individuo nella sua globalità. Tali bisogni non sono isolati ma si dispongono secondo una gerarchia di dominanza: la piramide di Maslow. Alla base i bisogni fisiologici, essenziali per la nostra sopravvivenza e quindi i primi ad essere soddisfatti, fino ad arrivare a quelli disposti più in alto nella scala, traguardi professionali e stima, che possono variare nel tempo e che facilmente innescano un circuito di ambizione.

Motivazione intrinseca e Motivazione estrinseca, cosa sono?

Una più personale, intima, l’altra più condivisa e pubblica. Sono la motivazione intrinseca e quella estrinseca. Nel primo caso si tratta di tutte quelle passioni personali, coinvolgimenti, senso di gratificazione che non possono essere quantificate (molti hobby rientrano ad esempio in questa categoria); mentre la seconda, quella estrinseca trae la sua forza e determinazione da fattori esterni: denaro, successo, posizione sociale, riconoscimento ne sono solo alcuni esempi.

Dove cercare la motivazione?

Basta davvero fare qualcosa “per il gusto o il piacere di farlo”? Sembrerebbe di sì se si tratta di motivazione intrinseca, ma per mantenere un buon equilibrio, sarebbe bene basare la propria motivazione estrinseca anche su motivazioni intrinseche e viceversa, perché sebbene si tratti di due componenti diametralmente opposti è fondamentale trovare dei punti di coincidenza tra le due motivazioni, di modo che il raggiungimento della ricompensa abbia più probabilità di diventare realtà. La motivazione intrinseca, ad esempio, è legata ad una spinta interiore e non a sollecitazioni e ricompense esterne: è una sorta di impegno personale, ma può essere “educata” e quindi acquisita e migliorata con corsi ed esercizi psicologici che la fortifichino. Ad esempio, aumentando la curiosità, definendo le proprie fonti di piacere e gratificazione, ma anche alzando l’asticella per compiti o attività sempre più stimolanti. Qualcosa di troppo semplice non desta interesse in nessuno, e non consente di sperimentare il piacere che ne deriva.

Come si costruisce la motivazione?

Appurato che la motivazione sia strettamente collegata ai motivi che spingono all’azione e non alle mete che si desiderano raggiungere, la prima cosa da fare è trovare lo scopo principale dietro ad ogni singolo obiettivo. Più importante è il motivo e più si sarà disposti a tutto pur di raggiungerlo.

Indipendentemente da quale sia il proprio scopo finale, le domande da porsi sono:

  • Perché voglio raggiungere questo obiettivo?
  • Perché è importante per me raggiungerlo?
  • Quali emozioni proverò una volta raggiunto questo risultato?
  • Qual impatto avrà sulla mia vita e sulla mia autostima?
  • Quali valori mi permette di soddisfare questo obiettivo?

E infine, un trucco usato molto spesso dagli sportivi e dalle persone di successo è visualizzarsi, ogni giorno, in diverse situazioni con energia: immaginare se stessi mentre si agisce con sicurezza, cercando di visualizzare quali sensazioni si provano nel raggiungere risultati straordinari è il primo passo. Abituare la propria mente attraverso l’immaginazione a “vedersi” agire con grinta è una delle migliori tattiche!