Le campagne vaccinali hanno preso il via, sebbene a velocità molto diverse (alcuni paesi infatti, come gli Stati Uniti, Israele e l’Inghilterra, sono stati in grado di assicurarsi contratti molto più vantaggiosi con le case di produzione dei vaccini contro il Covid-19), ma un generale sentimento di ripresa dalla pandemia che ha decimato la popolazione mondiale l’anno scorso, sembra non riuscire a decollare ancora. Negli ultimi mesi, infatti, molti paesi hanno registrato un aumento della cosiddetta “stanchezza da pandemia”, ossia quella sensazione di mancata motivazione nel rispettare le raccomandazioni governative ma anche, e in maniera più allarmante, di riuscire a gestire la vita da lockdown.

Sicuramente la pandemic fatigue si evolve gradualmente nel tempo ed è influenzata dall’ambiente culturale, sociale, strutturale e legislativo. Il fenomeno, nonostante il suo nome, non riguarda realmente l’esaurimento di una risorsa mentale, piuttosto, la perdita di motivazione per i compiti che scegliamo o siamo tenuti a fare. L’aiuto di uno psicologo può sicuramente giovare nel ritrovare punti di approdo dai quali far riemergere lo spirito motivazionale. Andiamo con ordine.

L’uomo è capace di adattarsi velocemente a nuove situazioni e ha la capacità anche di pianificare azioni prima sconosciute. Come ad esempio indossare una maschera intorno ad altre persone ogni volta che si esce o mantenere distanze ed evitare il contatto fisico. Queste azioni sono state incorporate nella nostra vita quotidiana quasi immediatamente. Questo perché possediamo il cosiddetto controllo cognitivo, una funzione supportata da diversi sistemi elaborati in modo unico nel cervello umano, compresa la corteccia prefrontale. La motivazione, l’ingrediente essenziale perché questo compito/azione venga assimilato, viene minata dall’incertezza.

La vita durante la pandemia è piena di compiti che richiedono controllo e sforzo mentale, e quindi la diffusa esperienza soggettiva di esaurimento mentale non è sorprendente. Ci stiamo costantemente adattando a nuove regole e politiche. Bisogna essere flessibili, e sebbene sia nella natura umana, la troppa e continua flessibilità corrisponde alla mancanza di punti fissi e di conseguenza allo smarrimento. L’ansia è spesso alimentata dall’incertezza, dalla mancanza di un senso di controllo e dalla minaccia di una serie di valori importanti nelle nostre vite. E’ evidente che il Covid-19 e la pandemia che ne consegue abbiano portato a molti tipi di perdite ai quali non eravamo stati sottoposti prima: eventi importanti, collegamento con la famiglia, gli amici e la comunità, i viaggi, le opportunità, le finanze e la carriera. La perdita è il principale motore della depressione e per questo l’aiuto di uno psicologo diventa essenziale per superare questa crisi. Tutto, dal lavoro alla spesa, alle prenotazioni per le vacanze, è diverso da quello che conosciamo, coinvolge nuove regole e protocolli, e quindi richiede un controllo cognitivo eccessivo per pianificare nuovi comportamenti e monitorare quello che stiamo facendo ad ogni passo. E molti di noi devono anche affrontare i costi continui del multitasking, dividendo l’attenzione tra lavoro, figli e altre priorità tutte insieme. Avere successo in questo ambiente richiede un forte impegno dei nostri sistemi di controllo e porta a uno sforzo mentale nuovo e stancante. Dunque, cosa si può fare? Dal momento che la disinformazione dilaga e manca una guida coerente da parte della leadership mondiale, la nostra necessità di linee guida efficaci per eseguire il compito richiesto e ottenere un riscontro positivo non viene soddisfatta.

Di seguito qualche suggerimento per mantenere lucidità e accettare la situazione attuale senza venirne sopraffatti.

Prendere un impegno

Siamo abituati a indossare un casco in moto, fermarci al semaforo, indossare le cinture di sicurezza per salvare la nostra e la vita degli altri. Lo stesso principio può essere applicato al lavaggio delle mani, al mantenimento della distanza fisica e all’indossare una maschera in pubblico.

Essere flessibili

È difficile ma essenziale stare al passo, perché nuove conoscenze scientifiche sul Covid-19 cambiano le raccomandazioni degli esperti giorno dopo giorno. Trovare e attenersi solo a fonti affidabili e neutrali.

Praticare fino all’abitudine

Ripetere la stessa azione finché diventa automatica è un’importante soluzione per convivere con questa pandemia. Mantenere le distanze, mettere la mascherina, lavarsi spesso le mani fanno parte di queste azioni. I bambini, in particolare sembrano reagine meglio con ogni tipo di routine, dunque è importante insegnarle anche a loro.

Immedesimarsi nella vita degli altri

Sebbene per molti ammalarsi di Covid-19 sembri un’idea astratta, è risaputo che il Coronavirus può colpire chiunque. Leggere la storia di qualcuno che è passato attraverso il Covid-19, lo farà diventare più reale.

Telefonare non videochiamare

L’interazione sociale online è stata divertente e nuova all’inizio, ma secondo molti ricercatori, la fatica delle videochiamate è reale. Ritornare alle vecchie chiamate telefoniche allieverà questa sensazione.

Concedersi del tempo da soli

Dopo l’effetto novità dei videoaperitivi, videocene, zoom call, è arrivato il momento di raccogliere le energie in se stessi. Avere esperienze personali, seppur piccole, da condividere sarà importante per ricominciare a interagire di persona.