Inizia un nuovo anno e come tutte le volte ci si ritrova a fare una lunga lista di buoni propositi. Chi vuole dimagrire, chi vuole cambiare lavoro, chi vuole passare più tempo in famiglia e chi vuole guadagnare di più. Sebbene siano facilmente destinati a fallire, gli elenchi scritti dei buoni propositi sembrano regalare un maggiore probabilità di effettivo raggiungimento. Come si fa però a stilare la lista giusta? Quali sono i segreti per far sì che a dicembre prossimo, guardandosi indietro, si riesca a spuntare quasi tutti i punti? La lista di inizio anno è un rito consolidato per gli esseri umani e come tale va rispettato ma anche compreso per renderlo più efficace, perchè per la mente è molto importante porsi degli obiettivi, ma è altrettanto fondamentale riuscire a raggiungerli. Ci vuole criterio e chiarezza infatti, altrimenti possono essere fonte di frustrazione, ansia e senso di inadeguatezza, ed è importante identificare con attenzione ciò che serve davvero, essendo costanti, determinati e realistici. Così sarà più facile riuscire ad ottenerli!

Buoni propositi – la regola del 3

Non serve creare una lista di infiniti obiettivi, anzi. Meno e più concreti sono meglio è, perchè sarà più verosimile riuscire a raggiungerli. Scegliere 3 propositi principali è il modo giusto per cominciare l’anno (e il decennio) nuovo. Ecco perchè:
– non si disperdono le energie che sono limitate
– i piccoli passi portano il cambiamento di lungo periodo
– il raggiungimento di obiettivi anche piccoli conforta e fa progredire
– tre obiettivi, anche se grandi, non spaventano e sembrano realistici

Buoni propositi – come stendere la lista definitiva in 5 mosse

  1. Una buona motivazione è la spinta indispensabile che permette di mettere in pratica quanto ci si è prestabiliti. La domanda da porsi prima di redigere qualsiasi tipo di lista è: che cosa voglio ottenere e perché?
  2. Sostituire i “devo” con i “voglio”: sembra una banalità, ma fare attenzione al linguaggio rende più facile assimilare il valore dell’obiettivo. A nessuno piacciono gli obblighi, mentre le opportunità sono sempre ben accette. Scoprire dunque cosa si vorrebbe davvero è un lavoro più complesso, ma più soddisfacente.
  3. Volere non è potere: riconoscere cosa si vuole è un ottimo inizio, ma di per sé non basta a rendere le cose reali.
  4. Scomporre l’obiettivo finale in tanti step, più piccoli e maneggevoli, in modo semplice e chiaro, evitando dei generici “Farò la dieta”, è la strada migliore per non scoraggiarsi.
  5. Valutare il tempo che si ha a disposizione. Non deve rappresentare un limite o un alibi e va considerato in termini di fatica fisica o mentale.

Come far funzionare i propri buoni propositi

Alcune ricerche mostrano che per creare una nuova abitudine occorrono in media 66 giorni. Superata questa soglia a gettare la spugna è solo il 4%. Significa che dopo un po’ il nuovo comportamento non costa più fatica. Il primo periodo è il più critico, se si tiene duro il gioco è fatto!

ESSERE REALISTICI

La forza di volontà è una risorsa limitata: se la si sta esercitando in un’area della vita, per esempio lavorando più del solito, non è il momento adatto per metterla alla prova su altri fronti iniziando una dieta ferrea. Quindi, è meglio porsi obiettivi piccoli, realistici e sostenibili per non restare delusi.

ESSERE DISCIPLINATI

Con propositi poco impegnativi, aumentando per gradi il livello di difficoltà. Si inizia con fare le scale tutti i giorni o scendere dall’autobus una fermata prima, e poi ci si iscrive in palestra.

ESSERE PRECISI

Fissare un programma dettagliato su ciò che si intende fare aumenta la probabilità di portare avanti i propri obiettivi di tre volte.

Buon 2020!