Tecnologia e social network come pane e marmellata, come croce e delizia dei nostri anni, dettano le regole della nostra socializzazione. Luoghi virtuali, che secondo l’ultimo report di Global sono frequentati da 3.4 miliardi di persone al mondo, molti minori, tecnicamente in grado di utilizzarli alla perfezione ma privi degli strumenti adeguati per poterli frequentare in modo sano e sicuro, ma anche molti adulti. Il web è dunque parte integrante della vita di ognuno, fonte di opportunità ma anche di rischi, e per questo motivo va conosciuto e affrontato al meglio.

Quale valore?

Se ci si ferma a chiedersi perché il web e i social network funzionino così tanto a prescindere dall’età dell’utente, la risposta va cercata nelle modalità di interazioni sociali. Tutti i canali social media si fondano su reti di relazioni che danno vita alla cosiddetta cultura della partecipazione. I social network infatti non sono altro che forme di comunicazione, spesso sincrone, che si sviluppano in tempo reale, come i messaggi istantanei, siano essi sulla propria bacheca pubblica oppure privatamente nella chat. Secondo alcune ricerche recenti, se nel 2000 solo il 5% degli adolescenti dichiarava di aver utilizzato almeno una volta Internet, nel 2004 la percentuale era già salita al 57%, per approdare al 100% nell’ultima indagine effettuata nel 2014. Se nel 2008 il 42% degli adolescenti utilizzava Internet tutti i giorni, nel 2014 questa percentuale è quasi raddoppiata, salendo all’81%. Indipendentemente dallo strumento digitale utilizzato, il valore maggiore di Internet è quella di conoscere persone non vicine, ma che possono invece appartenere a comunità online simili. Se da un lato hanno dunque un valore positivo e accrescitivo, dall’altro sono fonte di possibili rischi e forme di stress: oggi, il 77,7% degli adulti italiani non può fare a meno di utilizzare il cellulare prima di andare a dormire. Più in generale, i due terzi della popolazione adulta lo utilizzano a letto, quasi identico il dato di chi lo utilizza appena sveglio.

Uso dei social network e socializzazione nei giovani

Uno dei primi aspetti problematici soprattutto per i giovani è rappresentato dal bisogno di essere visti o di vedere tutto, di rimanere sempre (e costantemente aggiornati). Nel primo caso, creare un’immagine di sè che susciti ammirazione e invidia è spesso una delle ragioni per cui si è su un social network, ma nel secondo si tratta della cosiddetta digital FOMO (fear of missing out), ossia il fatto che se non si è connessi è possibile che ci si perda qualche notizia e quindi si possa essere esclusi. Un altro problema frequente è dovuto al rischio, spesso per gli utenti femminili, di trovarsi coinvolti nel fenomeno del sexting, termine inglese nato dalla crasi delle parole sex texting, ossia l’atto di condividere messaggi, immagini o video dal contenuto connotato sessualmente in modo più o meno esplicito. Chiaramente questa pratica si riflette sulla socializzazione degli utenti. A questo fenomeno spesso si somma quello del cyberbullismo, che corrisponde al bullismo della vita reale ma con conseguenze amplificate.

Uso dei social network e socializzazione negli adulti

I pro e i contro dell’uso social si riversano ugualmente anche nell’età adulta. Anche quando l’adolescenza è ampiamente superata infatti, il bisogno compulsivo di controllare il proprio profilo, di essere aggiornati e di partecipare, di essere al meglio e di non essere dimenticati, così come la conseguente tendenza all’isolamento dal mondo reale sono pratiche comuni anche per gli adulti. Anzi, paradossalmente sembra che questa nevrosi colpisca soprattutto gli adulti. Le conseguenze sono spesso un senso di solitudine, rabbia, esclusione, fino al pianto: insospettabili per adulti, ma all’ordine del giorno. Capaci di imporre ai propri figli il coprifuoco su tablet e pc, cascano poi loro stessi nella rete della modalità “sempre connessi” propria degli adolescenti.

7 consigli per un uso consapevole dei social network

  1. Imporsi un tempo per restare connessi ai social network e un tempo per le relazioni vere;
  2. Fare sport, ascoltare musica, massaggi, passeggiare immersi nella natura anche in compagnia;
  3. Uscire di casa senza tablet e smartphone;
  4. Concentrarsi sul presente;
  5. Cercare di bloccare gli automatismi mentali che portano a pensare alle connessioni avute e, con ansia anticipatoria, a quelle future;
  6. Realizzare di avere una dipendenza e affrontarne il malessere;
  7. Ricercare un aiuto professionale nel caso in cui non si riescano ad attivare autonomamente processi di cambiamento.